Personaggi illustri

Nella storia del Comune di San Pietro Clarenza si distinguono degli uomini illustri che hanno fornito un contributo di pensiero, di proposta etica e di attività in alcuni campi delle applicazioni del pensiero e dell’ingegno.
 

Dott. Orazio Angelo Tomasello

Fra Pietro Privitera

Pietro Privitera da S. Pietro Clarenza (1881-1939)

Gaetano Licciardello

Giorgio Siculo

Giorgio Rioli, più noto come Giorgio Siculo (San Pietro Clarenza, ca 1517 – Ferrara, 23 maggio 1551), è stato un monaco e teologo italiano, giustiziato come eretico dall’Inquisizione.

Navarria Aurelio

Critico letterario, scrittore (San Pietro Clarenza 1897 – Firenze 1977)
Aurelio Navarria nasce a San Pietro Clarenza (Catania) il 30 aprile del 1897.
Frequenta il liceo classico insieme a Francesco Lanza, scrittore siciliano (1897-1933), con il quale stringe un’amicizia solida e sincera come testimonia la fitta corrispondenza fra i due che copre gli anni dal 1915 al 1932. Dopo il diploma si iscrive alla facoltà di Lettere dell’Università di Catania, ma il 28 settembre 1916 è costretto ad interrompere gli studi universitari perché chiamato alle armi nella Prima guerra mondiale. Mentre è ancora studente universitario comincia a pubblicare saggi critici e recensioni sulla rivista «L’Educazione nazionale», edita a Catania e diretta da Giuseppe Lombardo Radice, e sulla rivista «L’Incolore siciliano», stampata a Catania e diretta da suo cugino Francesco Giusto, che diventa «Vedetta artistica» nel luglio del 1921. Già nei primi articoli degli anni 1920-1921 mostra particolare interesse per l’opera verghiana che sarà argomento della sua tesi di laurea, discussa il 22 novembre 1921 e meritevole del massimo dei voti e la lode. L’elaborato, di cui fu relatore Attilio Momigliano, allora docente di Letteratura italiana all’Università di Catania, giovò al neolaureato la stima di Verga che espresse a Giuseppe Lombardo Radice il desiderio di conoscere il giovane per ringraziarlo di persona dello studio sulla sua opera. L’incontro avvenne nello studio dello scrittore siciliano in Via Sant’Anna a Catania un pomeriggio di gennaio del 1922, pochi giorni prima che Verga morisse, come racconta Navarria nell’articolo “Visita a Giovanni Verga”, pubblicato sul quotidiano «La Sicilia» l’8 febbraio 1955. Nel 1922 vince la cattedra di Lettere italiane presso un istituto tecnico di Catanzaro e inizia una vita itinerante di città in città. Insegna infatti in molte città italiane fino al 1957, anno in cui lascia la cattedra perché vincitore del concorso a preside. Tra il 1922 e il 1930 scrive alcune novelle e poesie, usando lo pseudonimo di Lucio Eirene, e continua a pubblicare saggi di critica letteraria e recensioni. In particolare, l’articolo Dante e De Sanctis, pubblicato nel 1922, sul n. 10 dell’«L’Educazione Nazionale», desta l’interesse di Benedetto Croce. Collabora anche alla rivista «Lunario siciliano», nata ad Enna nel dicembre del 1927 sotto la direzione di Francesco Lanza. Inizia, sempre nello stesso anno, una fitta corrispondenza con Mario Zangara che dura sino al 1969. Nel luglio 1930 ha inizio la corrispondenza con Giuseppe Lanza, cugino di Francesco. Nel 1933 Navarria inizia a lavorare alla pubblicazione degli scritti inediti di Francesco Lanza, morto il 6 gennaio dello stesso anno, alla ristampa delle sue opere e contemporaneamente anticipa su riviste alcuni dei suoi scritti. Tra il 1933 e il 1941 collabora a «Quadrivio», settimanale di cui, tra il 1933 e il 1943, è direttore Telesio Interlandi e redattore Arcangelo Blandini. Si fidanza nel 1935 con Maria Viaro, assistente presso l’Osservatorio atronomico «Capodimonte» a Napoli, che poi sposerà nel 1940. Il periodo 1936-1944, eccettuato il biennio 1940-1941, è poco fecondo.
 

Paolo Caruso

Salvatore Comes

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